Fan Ho: contrasto puro

Giochi di luci ed ombre quasi mistici, ambientazioni che sembrano extraterrestri e contrasti da far accapponare la pelle.
 In poche parole non saprei come meglio descrivere uno dei migliori 10 fotografi al mondo secondo la Photographic Society of America (58′-65′).

Nato l’8 ottobre del 31′ a Shangai, Fan Ho vinse, dal 1956, 280 premi in mostre e competizioni internazionali grazie ai suoi scatti mozzafiato,il più famoso dei quali fu venduto nel 2015 per 48.000 dollari.

La sua carriera la passò solo ed esclusivamente scattando con una Rolleiflex K4A regalatagli dal padre all’età  di 14 anni. 
Come Steve Jobs partì da un garage per creare Apple così Ho cominciò a svilupparsi i negativi nella vasca da bagno per diventare uno dei pilastri della fotografia odierna.
Col passare degli anni si cimentò anche come attore e regista riuscendo ad entrare permanentemente con 3 film nella Selezione Ufficiale dei festival internazionali.
Ritiratosi dal cinema nel 96′ raggiunse la famiglia a San Jose dove successivamente nel 2000 gli fu proposto di esporre una mostra dagli anni 60′. E’ solo dal 2011 e dal 2014, date delle ultime mostre, che sono state pubblicate molte delle foto scattate in cina 50 anni prima.
Si spense nel giugno 2016 lasciando 500 negativi inediti di cui 153 vennero successivamente pubblicati in Portrait of Hong Kong nel 2017 dalla famiglia.

Quello che personalmente mi affascina è l’uso impeccabile del bianco e nero, dando risalto a i dettagli che voleva lasciar trapelare e ovattando l’area circostante sfruttando spesso i fumi provenienti dalla strada o la nebbia che si creava sopra la superficie dell’acqua.
Sembrava che scattasse da un’altro pianeta infatti in un’intervista per M+ Stories disse: “…il bianco e nero mi offrono una certa distanza. Da cosa? Dalla vita reale”. Era riuscito a creare un mondo suo nella quale poter raccontare la sua città, la sua gente, le sue quotidianità.

L’unico modo per riuscirci? Avere passione e metterci l’anima quando lo fai, proseguendo con l’intervista infatti disse che “I veri fotografi non fanno affidamento sulla fotocamera ma su loro stessi, sui loro occhi, sulla mente e sul cuore. Non facendo affidamento solo su un pezzo freddo di metallo”.
Una foto può essere fatta benissimo ma se non trasmette nulla non resterà mai impressa nel cuore di chi la guarda, sia che sia te stesso o una seconda persona e Ho ce lo dimostra in ogni singolo scatto. Ogni gioco fra ombra e luce mette in risalto un dettaglio senza il quale mancherebbe qualcosa. Anche nelle fotografie più “semplici” si riesce a vedere tanto. Come disse nel 2014 in un’intervista con Edmund Lee: “Non ho mai lavorato con uno scopo preciso, come artista stavo solo cercando di esprimermi.” e così è semplicemente stato.

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