Quarantena: la strana relazione col tempo

Un giorno, una settimana, un mese o ancora di più? Ormai in questo periodo ho perso, come molti altri, la vera cognizione del tempo. Le giornate volano nonostante durino un’eternità. La sera arriva in un lampo nonostante ogni minuto sembri non passare più.

Il tempo, salvo eccezione per chi lavora tutto il giorno, è diventato un qualcosa di astratto, che si riesce si a calcolare ma difficile da quantificare. La maggior parte delle persone sta cercando di occupare il tempo come meglio possono, facendo la pizza il sabato sera, giocando per ore ai videogiochi, riprendendo allenamenti iniziati secoli prima o bombardandosi di film e serie tv fino a vedere la luce del sole. Ognuno nel suo piccolo si sta impegnando per far durare questa quarantena il meno possibile.
Esattamente come noi ci ritroviamo a dover riadattare i nostri spazi, anche gli animali si stanno adeguando. Lepri che attraversano le strade saltellando, fagiani che vanno in esplorazione vicino alle case, rane che si allontanano dai canali e passeri che rifanno la loro apparizione dopo anni di assenza. Tutto, visto che noi siamo costretti a casa, sta riprendendo il suo ciclo naturale.
Proprio come gli animali che si stanno godendo questa libertà inaspettata forse anche noi dovremmo cominciare a farcene gioia. Considerare questo isolamento come un momento di libertà.
Un momento per noi.
Per guardare ciò che ci circonda con occhi più limpidi.
Per imparare a stare bene anche senza le migliaia di cose che nella vita di prima ci opprimevano.
Per respirare.
Per conoscersi di più.
Per progettare quella cosa che da anni volevi ma che non eri mai riuscito a completare.
Per ideare il futuro nel quale ci piacerebbe vivere.

Può sembrare assurdo ma, da quando è iniziata la pandemia, mi sento più libero di quando andavo a lavoro e mi era concesso uscire tranquillamente. Mi è tornata la voglia di viaggiare con la mente, di leggere qualunque cosa, di darmi da fare con le mie passioni. Dedicare 30 minuti al giorno per coltivarne di nuove e altrettanto per approfondire quelle vecchie. Da fidarsi se dico che chiunque ce la può fare essendo io un pigro di costituzione.
Inutile dire che c’è anche il lato oscuro della medaglia. Emozioni negative che fanno oscillare la giornata come un pendolo. Sbalzi d’umore improvvisi che nemmeno te li aspetti. L’ansia di non avere certezze su quando si potrà ritornare a fare determinate cose. Tristezza e malinconia che ci portano via il sorriso, con la speranza che ciò che avevi raggiunto non svanisca nel nulla. I nervi a fior di pelle che ti fanno scattare come una molla anche per la minima sciocchezza. La tensione è sempre alta e il limite sta per essere raggiunto.
Ognuno, quindi, sta tirando si fuori creatività e dedizione del tutto inaspettate ma anche altrettante sensazioni negative che essendo confinato con te stesso fai fatica a lasciare andare. 

Si dice che servono 21 giorni per acquisire una nuova abitudine di conseguenza è molto probabile che una volta finito tutto e che si potrà uscire di casa, molte delle cose buone che ora facciamo per noia o per svago, annaffiandole poco a poco, riescano a radicarsi nella nostra routine. Questa quarantena non ha emozione, siamo noi a decidere se attribuirle un’accezione negativa o positiva, decidendo se buttarla interamente oppure sfruttarla e renderla proficua.

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