Luce solare in Fotografia

Ti metti a tavolino, pensi e ci ripensi finché non ti si accenda la lampadina. L’idea è ben definita, sai già come gestirti lo scatto e il dito sta fremendo per premere quel tasto. Ti vesti alla veloce, ti rechi sul posto e scatti. 
Mai vista una foto così brutta. 
Ci ripensi, cambi un paio di impostazioni e ancora nulla. La foto non viene minimamente come avevi programmato. 
“Se solo non ci fosse stata quella nuvola…”

Forse, se escludiamo quei 5 secondi di puro nervosismo, è questo il bello della fotografia, puoi programmare di tutto ma alla fine devi adattarti al contesto in cui ti trovi. Devi saper mettere da parte il cervello e usare il cuore, fidarti del tuo istinto per portare a casa qualcosa di altrettanto emozionante.
In un paio di articoli fa parlavo di come l’orario all’interno della giornata svolgesse un ruolo primario. Quest’oggi invece mi soffermerò sulla luce solare in relazione con le condizioni meteorologiche.

La nostra percezione della luce, come delle conseguenti ombre, viene determinata da 3 fattori: distanza, luminosità e diffusione.

Cielo sereno e sole intenso
Questo è il momento perfetto se si devono fare foto ad alto contrasto. Essendo il sole molto distante e risultando quindi una fonte piccola ma ad alta intensità si andranno a creare delle ombre ben definite e scure mentre le zone illuminate risulteranno di notevole impatto. 
Ottima questa luce se si desidera mettere in risalto il soggetto o se si vuole isolare una determinata zona. 

Nuvole e pioggia
Colori poco distinti, ombre e luci che si fondono insieme e atmosfera dai toni freddi. Questo è l’effetto che i nostri occhi percepiscono un una giornata nuvolosa. I raggi del sole, una volta filtrati dalle nuvole ci arrivano con un’intensità mille volte inferiore aumentando anche i gradi Kelvin risultando quindi in un’aumento delle tonalità fredde.
Steve McCurry, in un’intervista per Magnum Photography, disse che amava le giornate nuvolose per andare a scattare a New York. I toni desaturati e privi di contrasto imprimevano in quelle foto di strada una sensazione di malinconia e rassegnazione che si fondevano perfettamente col soggetto dello scatto.
Analoga è la scena in condizioni di pioggia. Ancora più accentuato il senso di tristezza ma che lascia molto più spazio alla creatività e alla fantasia del fotografo. Le luci delle macchine o dei lampioni riflettendosi praticamente ovunque creano una miriade di zampilli luminosi che vanno, a mio parere, a colorire ancor di più la fotografia.

Nebbia e neve
Questi due fenomeni atmosferici, anche se completamente diversi hanno in comune due cose: una che ovviamente è la presenza di acqua e la seconda è la diffusione.
Nel caso della nebbia la luce, spesso proveniente più da illuminazione artificiale che dal sole, rimbalzando nelle molecole di acqua sospese in aria crea dei fasci ben delimitati e precisi, non permettendo quindi la normale diffusione a raggio. Si va a cerare allora una zona in evidenza nel quale si potrebbe posizionare il nostro soggetto in modo da dargli maggior enfasi.
La neve, anziché canalizzare la luce, la amplifica. Anche nel caso il sole stesse scendendo, facendo aumentare le ombre, la luce diffondendosi per ogni fiocco fa si che si riesca a vedere meglio nonostante la scarsa quantità. Permette quindi di rendere le foto più luminose senza dover abbassare di troppo i tempi di scatto, con la necessità quindi di dover utilizzare un cavalletto.

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