3 giorni a Budapest pt.1

Era l’11 febbraio 2018 ed io mi trovavo di fianco a mia madre, seduti a 10.000 metri di quota diretti per la capitale dell’Ungheria.

Ad aspettarci c’era un clima leggermente più rigido di quello di casa e tante cose da scoprire e visitare.
Avevamo scelto di alloggiare nella parte di Pest della città. Quella a ovest del Danubio, nata nel 19° secolo e nota per la maggior concentrazione di attrazioni e zone commerciali.
Stando li 3 giorni avevamo un bel po’ di tempo per girovagare quasi ovunque.
Fin da subito decisi di saltare le terme e le piscine all’aperto per due semplici motivi: non mi andava di usare il tempo che avevamo per stare in ammollo e anche perché non mi pareva il caso di rischiare problemi intestinali dato che volevo godermi il viaggio.

Arrivati in albergo, un po’ indolenziti dal viaggio, abbiamo depositato i bagagli e seguendo il consiglio della receptionist ci siamo incamminati verso il Danubio. Era l’ultimo giorno di un festival che si stava tenendo in quel periodo e ad accoglierci ecco una miriade di fuochi d’artificio.
Sembrava li avessero fatti solo per noi. Una di quelle coincidenze talmente assurde che anche solo a ripensarci credo sia stato un sogno.
Erano passate solo un paio di ore dall’atterraggio e già sapevo che mi sarebbe rimasto nel cuore.

L’indomani ci aspettava la parte di Buda.
Fatto un piccolo giro di ricognizione nei pressi del’albergo ci siamo incamminati verso il ponte delle catene. Tecnicamente dovrebbe essere lungo meno di 500 metri ma vi posso assicurare che sembra infinito. Certamente molto bello e differente da quelli alla quale siamo abituati noi tutti ma dalle foto e dalle mappe non sembra affatto così imponente.
In lontananza già si vedevano le nostre mete principali della giornata: il castello di Buda e il bastione dei pescatori con la chiesa di Mattia.

Per arrivare al castello c’erano un paio di possibilità: prendere la funicolare situata alla fine del ponte, autobus 16A e 116 da piazza Moszkva oppure a piedi. Quest’ultima fu la nostra scelta. Un sentiero pieno di tornanti ti guida fino la cima della collinetta, pieno di scorci e viste bellissime. A meno che non siate di fretta consiglio sempre di camminare, si vedono cose che con i mezzi si faticano a notare.
Arrivati sulla cima si poteva godere della vista di tutta la parte di Pest. Peccato solo per il maltempo che che ci accompagnava in quei giorni.
Costruito originalmente nel 1247/1265 e diventato patrimonio dell’umanità nel 1987 si estende per più di 300 metri.
Per oltre 700 anni era stata la dimora dei sovrani ungheresi mentre ora ospita la galleria nazionale ungherese, il museo storico di Budapest e la biblioteca nazionale Széchenyi.

Dopo una breve sosta pranzo fatta in un ristorantino li vicino ci siamo diretti verso il bastione dei pescatori.
Per arrivarci bisognava passare una zona residenziale che sembrava appena uscita da un film, tutte villette a schiera coloratissime, negozi molto puliti e ordinati e pochissime macchine, cosa molto differente da quasi tutto il resto della città. Una tranquillità surreale che però lasciava subito spazio agli schiamazzi e alla confusione attorno alla chiesa di Mattia e ai bastioni.
Forse una delle piazze più belle che ricordi, spazi molto aperti, architetture gotiche ma non esageratamente sfarzose, tetti dai colori più accesi e una panoramica mozzafiato.

Soddisfatti della giornata e abbastanza affaticati ci siamo incamminati verso la camera, anche perché mancava ancora tutta la via di ritorno la quale non era proprio cortissima.

A breve il continuo di questo viaggio, a presto.

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